Grazia e meriti

Anche in diritto esiste la figura della “grazia”, essa serve a liberare una persona dalla condanna che merita. Chi viene graziato non subisce la punizione per il reato commesso.

La Grazia, dunque, non serve all’innocente.

La Grazia serve ad eliminare una condanna.

Se sei innocente sei libero da pene e da condanne grazie alla tua condotta.
Per definizione, dunque, la grazia è indirizzata al colpevole.

Attraverso la “grazia” il colpevole non deve pagare la pena conseguente ai suoi reati.
Questo deve essere chiaro: se sei innocente la GRAZIA NON TI SERVE. Sei libero da condanne grazie al modo in cui hai condotto la tua vita. Se sei colpevole, invece, solo la Grazia ti può consentire di scampare alla condanna.

Nel cristianesimo tutti hanno bisogno della grazia perché “non c’è nessun giusto neppure uno”. Nessun uomo è mai stato in grado di rispettare gli standard che piacevano a Dio, tranne Gesù (che era pienamente uomo oltre che pienamente Dio).
Gesù era innocente, lui era libero dalla condanna, Gesù vinse l’inferno ma non lo vinse per grazia bensì per meriti. Solo lui ha soddisfatto tutti i requisiti desiderati da Dio.
Gesù, morendo al tuo posto, ti ha concesso “per grazia” che i suoi “meriti” siano attribuiti a te se credi in lui.

Ma perché il suo sacrificio abbia effetto ti devi ritenere peccatore, ingiusto ed immeritevole, infatti, ripetendo quanto già dimostrato prima: la grazia è per i colpevoli, non per i giusti.
Anche dopo la tua conversione, dunque, quando smetti di ritenerti ingiusto ed immeritevole, smetti anche di vivere per grazia e cominci a vivere per “meriti”.

Se ti ritieni giusto o se cerchi di accedere alla libertà dalla condanna mediante i tuoi meriti, se la “non condanna” vuoi guadagnartela sei “scaduto dalla grazia”, questo nel senso che: la grazia è per i colpevoli, non per i giusti.

Per chiarezza:
Se sei giusto la “non condanna” te la sei guadagnata e non hai bisogno della Grazia che ti liberi dalla condanna.
Se sei colpevole la “non condanna” puoi riceverla solo per “Grazia”.
Un innocente non ha che farsene della Grazia, perché si è liberato da solo dalla condanna.

Grazia e meriti, dunque, sono logicamente incompatibili. La Grazia serve per eliminare una condanna che meriti:
-> se sei innocente non hai condanne e dunque la grazia non ti serve a nulla.

Invece: più ti ritieni colpevole più valore darai alla grazia, perché comprenderai quanto enorme sia il suo potere per eliminare la condanna che meritavi: “Perciò ti dico che i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui al quale poco è perdonato, poco ama” (Luca 7:47).

I requisiti della grazia, per questo, sono: credere in Gesù, credere che senza Gesù sei un peccatore condannato, credere che Gesù ha pagato la tua condanna al posto tuo. Se “credi” in queste cose (attenzione credere è diverso che “conoscere”) allora sarai tanto riconoscente e grato a Gesù che lo adorerai e vorrai dedicargli la tua vita. Questo trasformerà la tua condotta e ti farà camminare come chi è innamorato di Dio e quindi come chi desidera fare le cose che Lo rendono felice. Ma ti farà vivere anche con gratitudine che un Altro ha fatto per te ciò che tu non potevi fare. Tutto questo ti spingerà ad adorare Dio con tutto il cuore.

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